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 NEWS - 2001

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Apparecchi elettro- domestici e analoghi: IEC 60335-1 Ed. 4

 

Apparecchi elettrodomestici e
analoghi: IEC 60335-1 Ed.4


È ormai prossima la pubblicazione della quarta edizione della norma generale di sicurezza degli apparecchi domestici e similari.

Le modifiche più importanti riguardano il paragrafo 29 (distanza di isolamento) ed il paragrafo 30 (rischi di incendio).

Di seguito vengono riportate le nuove definizioni richiamate dalla normativa IEC 695-2-1.

GWFI – GLOW WIRE FLAMMABILITY INDEX
È la temperatura più alta a cui, durante 3 successive prove, la fiamma o l’incandescenza del provino si estingue entro 30 secondi dopo la rimozione del filo incandescente, senza accensione della carta velina sottostante da parte di gocce o particelle infiammate (da norma IEC 695-2-1/2).

GWIT – GLOW WIRE IGNITION TEMPERATURE

È la temperatura di 25°C più alta della temperatura massima del filo incandescente a cui non si ha sviluppo di fiamma durante 3 successive prove (da norma IEC 695-2-1/3); dove il tempo di sviluppo fiamma massimo ammissibile è di 5 secondi.


Considerazioni
Le materie plastiche sono prodotti combustibili con alterno comportamento sulla velocità di combustione a seconda della loro più o meno marcata intrinseca “autoestinguenza” (ridotta combustibilità) e come tali sono considerate potenziali fonti di incendio.
Per questa ragione i produttori di elettrodomestici e di conseguenza le normative di riferimento tendono sempre più a salvaguardare il mercato, e la propria immagine, dai possibili rischi di incendio, elevando le esigenze progettuali in termini di resistenza al calore ed al fuoco per i componenti plastici.

Nuove proposte di modifica
Per limiti di spazio ci focalizziamo su quelle che sono le recenti modifiche apportate alla normativa, in via di pubblicazione, relativamente agli apparecchi non sorvegliati, nelle condizioni più critiche per quanto riguarda i rischi di incendio (paragrafo 30.2.3) per i quali si richiede:
  • Le parti in materiale isolante che supportano connessioni elettriche con trasporto di corrente superiore a 0,2 A, ivi compreso le parti a meno di 3 mm di distanza, devono avere un GWFI 850°C (IEC 60695-2-1/2).
  • Il materiale con cui è realizzato il pezzo deve essere classificato con GWIT 775°C per le connessioni che portano >0,2 A e GWIT 675°C per le altre, nello spessore del manufatto di riferimento.
  • In mancanza della classificazione del materiale e nel caso si esegua la prova di GWT secondo IEC 695.2.1/1, sui pezzi stampati la temperatura di prova è 750°C, per le connessioni che portano >0,2 A e di 650°C per le altre. Il pezzo è considerato idoneo se durante la prova non sviluppa fiamma per più di 2 secondi. Nel caso in cui ci sia fiamma superiore a 2 secondi, tutti gli altri pezzi sopra la connessione elettrica che entrano nello sviluppo di un cilindro verticale avente un diametro di 20 mm ed una altezza di 50 mm sono soggetti al test di Needle-flame (annesso E) a meno che essi non siano “schermati” da una protezione che comunque risponde al Needle-test (annesso E). Sui pezzi realizzati con materiali classificati V0 o V1 in accordo alla IEC 60695-11-10, a pari spessore, non necessita il test del Needle-flame.

Conclusioni
Per i rischi di incendio e nelle condizioni più critiche considerate (>0,2 A) si può concludere:

  • Il fornitore di un’apparecchiatura del settore domestico e similare dovrà “garantire” che il pezzo sia rispondente alla norma IEC 60335-1 con GWFI 850°C.
  • Il fornitore di materiale, per i pezzi di cui sopra, deve “certificare” che il prodotto sia rispondente alla IEC 695-2-1/3 con GWIT 775°C, allo spessore del pezzo, dove il tempo di fiamma massimo ammesso durante la prova è di 5 secondi.
  • In mancanza della certificazione del fornitore di materiale, il pezzo in plastica deve essere testato a 750°C secondo IEC 695-2-1/1, tenendo conto dei 2 secondi, come tempo massimo di fiamma durante la prova, come anzi detto.

Attendiamo la pubblicazione completa della suddetta normativa per confermare la criticità di questi nuovi criteri di valutazione che certamente limiteranno la possibilità di scelta nell’attuale vasta gamma di prodotti a ridotta combustibilità.

Riteniamo che le nuove normative impediranno l’impiego di buona parte di quei materiali così detti “Halogen free” che sembrano oggi rispondere a molte esigenze “tecno-eco-ambientali” oltre che di marketing.

3 Giugno 2001
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