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Il marcaggio laser sui compound ingegneristici

 

Il marcaggio laser sui compound ingegneristici

Questa brochure, di carattere tecnico, ha lo scopo di fornire alcune informazioni dettagliate relative al marcaggio laser.
Quando il raggio laser incide un materiale termoplastico si possono avere diversi effetti, alcuni dei quali non completamente chiariti. Ciò che appare immediatamente è che l’interazione tra il raggio laser e il compound termoplastico dipende da molteplici fattori ed anche i risultati conseguenti sono differenti. Per esempio, una PA66 grigia potrebbe essere marcabile nella sua versione non caricata, ma potrebbe risultare non marcabile nella sua versione autoestinguente.

La condizione necessaria per la marcabilità al laser è l’assorbimento dell’energia del raggio laser, con conseguente cambio di colore o effetto similare. Ciò può ottenersi, o con il solo polimero, o tramite l’aggiunta di pigmenti e/o additivi.

La maggior parte dei compound termoplastici non pigmentati (nel loro colore naturale) non sono immediatamente marcabili col laser, o sono solo leggermente marcabili, poichè non assorbono la luce del laser (la lunghezza d’onda per il laser Nd:YAG standard è di 1064 nm).

I termoplastici naturali, ovvero non caricati/pigmentati, possono essere divisi a grandi linee in tre categorie, a seconda della loro capacità di essere marcati:

1. Termoplastici con un buon assorbimento e carbonizzazione, risultante in un marcato inscurimento dell’area esposta al laser. Esempi di questo tipo sono il PES, PSU.

2. Termoplastici con assorbimento e carbonizzazione non costanti, che danno luogo ad una marcatura non uniforme (marcaggio discontinuo). Esempi di questo tipo sono PS, SAN, ABS.

Questo gruppo include le resine stireniche e i poliesteri (PET, PBT). Aggiungendo una pigmentazione adatta o additivi specifici, le proprietà di marcabilità possono essere rese più omogenee, dando luogo ad una marcatura di alta qualità.

Per entrambi questi gruppi l’ottimizzazione del sistema di pigmenti/additivi per sfondi scuri, può portare ad una marcatura di colore chiaro, tendente al bianco.

3. Termoplastici con un assorbimento basso o trascurabile.

Questo gruppo include PA, POM, PP, PE, PPS. Nel loro stato naturale, non colorato, non sono marcabili al laser. Con l’aggiunta di un sistema di pigmentazione scuro si riesce ad ottenere una marcatura tendente al bianco. Alcuni di questi termoplastici quando vengono pigmentati con colori chiari, danno luogo a linee di marcatura chiare, ma con additivi speciali è possibile ottenere anche una marcatura di colore scuro.

La marcabilità al laser può essere fortemente influenzata dalla presenza di cariche, rinforzi, additivi funzionali, additivi autoestinguenti, e altri additivi. Contrariamente a quanto si può pensare, la presenza di fibre di vetro riduce solo leggermente la marcabilità. Alcuni tipi di cariche o additivi autoestinguenti possono ridurre la marcabilità al laser per via del loro colore intrinseco. D’altro canto, gli additivi contenuti in alcuni sistemi autoestinguenti possono dare un effetto positivo sul contrasto della marcatura laser.

22 Aprile 2003
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