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Laestra il polistirolo sindiotattico

 

LAESTRA - Una matricola fra gli ETP

A partire dall’inizio degli anni ‘80 si è assistito ad un forte rallentamento nello sviluppo e nell’introduzione sul mercato di nuovi polimeri del segmento dei cosiddetti ETP (Engineering Thermoplastics Polymers; in altre parole i classici Termoplastici Tecnici).
Questo segmento di mercato, la cui importanza è nota a tutti, è sostanzialmente occupato da quelli che con la terminologia anglosassone vengono definiti i “big five“, vale a dire le poliammidi, il policarbonato, le resine acetaliche, il PPO modificato e i poliesteri (PBT/PET).
Ben diverso è invece lo scenario che riguarda il segmento superiore dei polimeri termoplastici, quella dei cosiddetti HPP (High Performances Polymers). In questo fascia di prodotto lo sviluppo di nuovi polimeri è stato ed è costante negli ultimi due decenni.

Ogni regola ha le sue brave eccezioni. Anche negli ETP in questi ultimi anni dobbiamo registrare una new entry: lo SPS o Polistirolo Sindiotattico.
Il polistirolo sindiotattico é un polimero semicristallino che si ottiene dalla polimerizzazione, con speciali catalizzatori, dello stirolo monomero.
Lo SPS è stato sintetizzato per la prima volta nel 1985 dalla Idemitsu (Giappone); oggi è prodotto in collaborazione fra la Idemitsu stessa e la Dow Chemicals in un impianto ad elevata capacità che si trova in Germania.

Grazie alla sua particolare struttura cristallina, lo SPS presenta delle proprietà che sono indiscutibilmente più interessanti di quelle del classico polistirolo (che, come noto, ha una configurazione amorfa). Fra le proprietà più significative emergono l’elevato punto di fusione, il basso assorbimento d’acqua, l’ottima tenuta chimica ed all’idrolisi e la stabilità dimensionale tra le migliori esistenti fra le più comuni resine semi-cristalline. Questa particolarità scaturisce dal fatto che nei manufatti la densità delle zone cristalline è pressoché identica a quella delle zone amorfe.

La bassa densità, la buona fluidità, un processo di stampaggio senza particolari problematiche, concorrono a rendere economicamente attraenti i progetti su base SPS. Inoltre, elemento da non trascurare, per questo polimero non si richiede la pre- essicazione dei granuli.

LATI, dopo un’attenta valutazione tecnica e di mercato, ha ritenuto opportuno offrire alla clientela la propria gamma di compounds basati sullo SPS.

Nell’attuale gamma dei LAESTRA (così denominati i compounds LATI su base SPS) rientrano versioni rinforzate con fibre di vetro, versioni tenacizzate, versioni auto-estinguenti UL94-V0 (alcune con “carta gialla“), sia in colore naturale sia in un’ampia gamma di tonalità. Sono state sviluppate anche leghe di SPS con altri polimeri.

I mercati applicativi interessati ai compounds LAESTRA sono tutti importanti mercati che già oggi fanno largo consumo di ETP, quali: gli autoveicoli, l’elettrico/elettronico, l’illuminotecnica, gli elettrodomestici, le telecomunicazioni, l’idraulica in generale, il medicale,…

Tutto fa pensare che il LAESTRA, in opportune circostanze di progetto, possa risultare una alternativa economica a polimeri quali il PPS, gli LCP ed alcune versioni di PPOm.

Recentemente è stato approntato (e inserito nel sito Internet LATI) un depliant tecnico che illustra le particolarità di questo polimero.

Laestra: polistirolo sindiotattico

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