Elementi autolubrificanti per agevolare l’uso di carrelli elevatori

Elementi autolubrificanti per agevolare l'uso di carrelli elevatori

Un importante costruttore di carrelli elevatori ha disegnato un innovativo sistema di guida in cui la colonna sterzante può essere spostata di 30°, favorendo l’ingresso e l’uscita dell’operatore dalla cabina di guida.

A rendere possibile questo movimento due boccole di scorrimento che GGB ha realizzato impiegando i compound autolubrificanti LATILUB.

Le boccole sono realizzate con un design peculiare costituito da una flangia che previene il disallineamento del sistema andando a centrare un’asta metallica oscillante lunga 145 mm, la cui rotazione facilità l’accesso al posto di guida da parte dell’operatore.
Le boccole hanno un diametro interno di 25 mm, un diametro esterno variabile da 28 a 30 mm, una lunghezza di 22.5 mm e una larghezza di 35 mm.

La lunghezza complessiva del sistema è di circa 75 mm.
Le velocità di scorrimento sono minime, i carichi di 600-700N e la frequenza di movimento prevede dai 5 ai 30 azionamenti quotidiani in funzione dell’impiego del mezzo.

Il costruttore si è rivolto a GGB per industrializzare la soluzione, abbandonando la precedente configurazione in cui l’adozione di boccole in polimero rinforzato con fibra di vetro accelerava i problemi di usura sulla colonna oscillante.

GGB ha adottato il compound autolubrificante EP®22 sviluppato da LATI, un materiale capace di operare perfettamente in applicazioni a secco o lubrificate, resistente alla corrosione e conforme ai regolamenti ELV, WEEE e RoHS.

L’EP®22 è un compound su base PBT caricato con PTFE, robusto, lavorabile anche all’utensile e che può essere impiegato a temperature che variano fra -50 e +170°C. Con una velocità di scorrimento relativo massima pari a 1 m/s l’EP®22 offre un coefficiente d’attrito variabile fra 0.22 e 0.37 Andreas Epli, automotive project engineer di GGB, conferma che “Il materiale non contiene fibre di vetro, fattore molto importante per l’end user, inoltre offre un ottimo fattore di smorzamento che rende le operazioni di movimento molto più dolci e silenziose”.

Oltre alla scelta del materiale, GGB ha curato anche la realizzazione dello stampo e lo stampaggio, ottenendo l’ordine per la produzione di serie.

LATI mette a disposizione dei propri Clienti le straordinarie proprietà dei suoi materiali autolubrificanti e la competenza dei tecnici.

STOP alle contaminazioni da plastica degli alimenti

STOP alle contaminazioni da plastica degli alimenti

Come noto, i costi legati al ritiro dal mercato di intere forniture di prodotto finito per problemi di qualità o sicurezza possono essere davvero consistenti.

Per un’azienda operante nel settore alimentare tale evento rappresenta poi un rischio enorme in termini di immagine, affidabilità e credibilità: elementi spesso costruiti con anni di faticose scelte industriali e di marketing.
Una delle più frequenti cause di ritiro risulta essere l’inquinamento degli alimenti con parti in plastica provenienti dalle varie fasi di produzione, trasformazione, imballaggio e stoccaggio.

Alla presenza di elementi estranei nell’alimento si somma anche il sospetto di eventuali cessioni di sostanza nocive, ragion per cui spesso non basta eliminare la particella contaminante ma si deve procede con interventi più drastici e costosi, es. la distruzione di intere derrate e forniture.
Il problema fondamentale consiste nell’impossibilità di rilevare particelle molto piccole di resine sintetiche utilizzando metodi tradizionali come i metal detector. I polimeri non sono infatti captabili da queste tecniche di monitoraggio se non opportunamente modificati.
Le recenti campagne di ritiro materiale di note aziende, sono state imposte dalla presenza di pezzetti di plastica all’interno proprio del prodotto destinato al consumo.
È per risolvere questo tipo di problemi che LATI ha messo a disposizione del mercato la propria gamma di compound rilevabili da qualsiasi strumento per l’isolamento di contaminazioni metalliche.

La famiglia dei prodotti termoplastici MDT è formulata infatti partendo da materie plastiche tradizionali caricate con specifiche polveri ceramiche atte a modificare il campo magnetico dei detector. In tal modo vengono immediatamente individuate anche le più piccole contaminazioni da particelle plastiche, mettendo in evidente sicurezza l’intero ciclo produttivo.

I compound MDT sono pensati per lo stampaggio a iniezione ma possono essere ingegnerizzati anche per altre lavorazioni, es. calandratura o estrusione. Per tale motivo sono adatti alla realizzazione di qualsiasi manufatto, dal cassettame ai contenitori, dai sistemi di chiusura a linee di trasporto di ogni tipo.
Temperatura e ambiente di lavoro non rappresentano un limite per i compound MDT poiché nel portafoglio LATI si trovano materiali adatti tanto alle temperature estreme (PEEK e PPS) quanto all’aggressione chimica (PP e PA).
È stata tenuta in considerazione anche la presenza di brusche sollecitazioni meccaniche legate all’impiego di questi manufatti e dai materiali MDT non si devono temere brutte sorprese per quanto riguarda resistenza e robustezza. Sono infatti disponibili compound realizzati su polipropilene antiurto o elastomeri, perfetti anche per manufatti esposti a impatti e vibrazioni.

Ovviamente tutti i compound MDT sono idonei al contatto con alimenti e sono perfettamente conformi alle più severe normative di sicurezza tossicologica a livello europeo e mondiale.
La sostituzione di un particolare in plastica generica con un compound MDT può avvenire con incidenze di costo marginali ma mette al riparo definitivamente da incidenti potenzialmente catastrofici.

I tecnici LATI sono sempre a disposizione del Cliente per discutere le specifiche tecniche e i progetti, per le messa a punto di design e produzione, per la valutazione di costi e benefici.

Sicurezza e precisione con LATIOHM

Sicurezza e precisione con LATIOHM

Svantek, azienda leader nella produzione di misuratori di rumore e vibrazione, ha deciso di adottare con successo i compound elettricamente conduttivi LATIOHM per la realizzazione dell’involucro del suo nuovo dosimetro professionale SV 104 IS.
L’affidabilità di uno strumento di misura è legata alla precisione con cui il segnale viene raccolto e gestito, per tale ragione è fondamentale che vengano annullati gli effetti indesiderati di qualsiasi interferenza esterna legata es. all’accumulo di cariche elettrostatiche.

Per questa ragione Svantek ha scelto il LATIOHM 66-07 PD08 G/30 nella progettazione di un alloggiamento robusto, dimensionalmente stabile e antistatico.
Grazie alla sua peculiare formulazione il LATIOHM selezionato offre anche un’ottima resistenza all’impatto, sempre desiderabile in ambito industriale, la possibilità di rispettare tolleranze dimensionale strette come imposto dai criteri di sicurezza e isolamento più drastici e la resistenza agli agenti atmosferici, su tutti i raggi UV.

L’interessante assetto prestazionale del compound LATI contribuisce ad assicurare che il dosimetro acustico SV 104 IS risponda, in soli 117 grammi, alla normativa ATEX e alla classe d’isolamento IP65 per la sicurezza in ambienti esplosivi.
La stabilizzazione e la pigmentazione del materiale permettono inoltre che il polimero mantenga le proprie caratteristiche anche dopo l’intensa esposizione alla radiazione ultravioletta prevista dalla norma UL746C, estendendo quindi nel tempo le possibilità d’impiego sicuro del dispositivo Svantek in ambienti particolarmente aggressivi.  Il LATIOHM 66-07 PD08 G/30 è un compound realizzato partendo da PA66 rinforzata con fibra di vetro al 30% e aggiungendo a questa matrice fibre di carbonio e altri additivi fino a ottenere un materiale elettricamente conduttivo. Semplice da stampare anche su attrezzature ordinarie grazie ai suoi ritiri ben gestibili, il LATIOHM 66-07 PD08 G/30 è anche un’ottima scelta per il rapporto prezzo/prestazioni.

I tecnici LATI sono a disposizione per ulteriori dettagli sulla gamma LATIOHM.

LATICONTHER CP6: Conduttività termica e isolamento elettrico

LATICONTHER CP6: Conduttività termica e isolamento elettrico

É noto che i compound termicamente conduttivi più prestanti sono ottenuti unendo alla matrice termoplastica grandi quantità di grafite selezionata.
Il consistente contenuto di grafite finisce però col rendere questi materiali anche elettricamente conduttivi, con valori di resistività che li rendono inadatti ad applicazioni in cui sia richiesto anche l’isolamento elettrico.

Sul fronte dei compound termoconduttivi realizzati impiegando ceramiche elettricamente isolanti i materiali oggi disponibili sono limitati da una serie di vincoli dettati dalle notevoli quantità di carica necessaria al conseguimento di prestazioni termiche interessanti – fino all’85% in alcune proposte LATI.
Le soluzioni più efficaci offrono conduttività termica di circa 8-10 W/mK ma a fronte di costi spesso non accettabili essendo formulate con materiali sintetici molto particolari come il nitruro di boro esagonale.

É andata così definendosi la richiesta di materiali elettricamente isolanti ma dotati di un’accettabile conduttività termica, ragionevolmente compresa fra i 10-20 W/mK dei compound con grafite e gli 1-2 W/mK dei gradi formulati con ceramiche standard.
Ovviamente tale proposta deve tassativamente avere un prezzo che ne possa sostenere l’impiego nelle nuove applicazioni in sostituzione ad es. della pressofusione di alluminio.

Il prodotto che LATI offre in risposta a queste esigenze è il LATICONTHER 62 CP6-V0HF1. Realizzato su PA6, prevede l’adozione della miscela di ceramiche peculiari previste dalla formulazione CP6 che garantisce l’isolamento elettrico con resistività superiori a 10^12 ohm e contemporaneamente conferisce al compound una conduttività termica di quasi 4 W/mK (misurazione su Netzsch LFA in conformità alle norme ASTM E1530 e E1461).
Oltre alle proprietà termiche ed elettriche, il LATICONTHER 62 CP6-V0HF1 è stato progettato anche per offrire proprietà autoestinguenti senza adottare sistemi di protezione alla fiamma tradizionali basati su alogeni o fosforo rosso.

Attualmente in fase di omologazione presso UL, il LATICONTHER 62 CP6-V0HF1 offre ottima resistenza alle correnti striscianti (400 V di CTI), V0 a 3,2mm e GWIT 775°C e GWFI 960°C allo spessore di 1mm. Rigido e resistente senza risultare eccessivamente fragile, questo materiale si candida come soluzione per applicazioni tecniche quali dissipatori di calore in ambito elettrico ed elettronico, illuminotecnica in aria o da incasso, sovrastampaggio di componentistica in tensione che sviluppa calore (es. induttori).
Come anticipato, la proposta CP6 è animata anche dalla necessità di contenere il prezzo del materiale: si è quindi optato per una formulazione opportunamente studiata per avvicinare le prestazioni di conducibilità termica a quelle delle versioni caricate grafite, a fronte di un costo contenuto.
Unico limite del CP6 è legato all’impossibilità di ottenere versioni colorabili: a questo problema i tecnici LATI hanno posto argine con la formulazione CP7, leggermente più costosa ma colorabile.

Come ogni materiale LATI, anche in questo caso la formulazione è compatibile con le più severe normative internazionali in termini di salvaguardia dell’ambiente e della salute umana (RoHs e SVHC). Completano il quadro la semplicità di stampaggio e la reciclabilitá offerte dai termoplastici LATI.

Portaspazzole di nuova concezione in compound termoplastico

Portaspazzole di nuova concezione in compound termoplastico

LATAMID 66 H2 G/50-V0HF1: la proposta LATI dedicata alla sostituzione di metallo e termoindurenti dalle applicazioni strutturali in cui è richiesta anche l’autoestinguenza. Ecco un nuovo successo per uno dei più innovativi compound recentemente messi a punto da LATI.

L’azienda SELNI ha scelto proprio il LATAMID 66 H2 G/50-V0HF1 per la realizzazione di nuovi braccetti portaspazzola impiegati in motori elettrici, generatori e sistemi per il trasferimento di corrente.

Il braccetto costituisce proprio la sede dell’elemento conduttivo in grafite deputato alla trasmissione della corrente elettrica nel dispositivo.
La progettazione di questo elemento impone l’adozione di un materiale estremamente robusto e affidabile anche quando la temperatura di lavoro supera i 100°C, sia per evidenti ragioni strutturali che per assicurare un contatto continuo e costante fra l’elettrodo in grafite e gli elementi in tensione.
Di pari importanza in questo specifico progetto anche la resistenza alle correnti striscianti, che con il LATAMID 66 H2 G/50-V0HF1 si attesta a 600V e il livello di autoestinguenza UL94, certificato V0 sugli spessori compresi fra 0.75 e 3 mm. Dimensionalmente stabile e di semplice trasformazione, il LATAMID 66 H2 G/50-V0HF1 è stato selezionato anche per il basso impatto ambientale garantito dalla formulazione conforme alla regolamentazione RoHS e priva di alogeni e fosforo rosso.

Il materiale V0HF1 si candida come perfetta sostituzione dei tradizionali elementi in ottone, costosi nella realizzazione in quanto costituiti da più elementi geometricamente elaborati. Ottimo anche l’impiego in alternativa ai compositi termoindurenti, per definizione non riciclabili e problematici dal punto di vista ambientale.
In questo caso la proposta V0HF1 è stata preferita alla classica PA66 rinforzata con vetro al 50% ma resa autoestinguente da fosforo rosso.
È stato così risolto il problema della formazione di composti indesiderati generati dal fosforo in caso di prolungata esposizione all’umidità ambientale.

La gamma LATI delle poliammidi 66 rinforzate e rese autoesinguenti coi sistemi a basso impatto ambientale HF1 prevede gradi contenenti fibra di vetro fra il 25 e il 50%, tutti certificati UL e dotati di eccezionali caratteristiche tecniche. Gli specialisti LATI sono a disposizione per lo sviluppo dei progetti più ambiziosi.

I conduttori di luce LASTILUX e Gruner AG

I conduttori di luce LASTILUX e Gruner AG

LASTILUX è il nome che LATI ha voluto assegnare a una nuova famiglia di materiali termoplastici deputati al trasporto della luce. Di tali compound sono state messe a punto due diverse tipologie:

  • LASTILUX OPALI, in grado di creare effetti di diffusione perfettamente omogenei, con livelli di opalescenza voluti, utili per esempio in applicazioni dove si voglia diffondere la luce proveniente da sorgente puntiforme nascondendo però la presenza di tale fonte, generalmente LED.
  • LASTILUX COLORATI: in verde, giallo o rosso, capaci di assorbire la luce nell’UV per riemetterla, con effetto di fluorescenza, nel visibile.

Tale fenomeno, se ben sfruttato lavorando su spessori sottili e geometrie opportune, consente di concentrare la luce diffusa dove desiderato, dando l’impressione che sia l’oggetto stesso a emettere luce.
Se poi si irraggiano i manufatti direttamente con frequenze UV (come può avvenire in alcune tipologie di rilevamento) tale effetto può venire ulteriormente accentuato.

Gruner AG, azienda tedesca leader nel mondo di relais e attuatori, ha proprio selezionato e applicato con successo il LASTILUX 87/28 per la realizzazione di un cursore luminoso e dell’alloggiamento di uno dei suoi attuatori destinati al settore della ventilazione e condizionamento.
I requisiti di progetto per l’indicatore in questione sono ben definiti e vanno dalla perfetta qualità della superficie ed estetica tipica degli elementi a vista, alla gestione corretta del fascio luminoso attraverso la geometria del particolare, dall’assoluta stabilità dimensionale all’affidabilità della colorazione.
Per questo motivo la selezione è caduta su un compound trasparente a base PC, rispondente non solo a tutti i requisiti tecnici sopra descritti ma anche dotato di una resa cromatica particolarmente valida.

La formulazione dei compound LASTILUX ha effetti trascurabili sulle proprietà termiche, elettriche e meccaniche della resina di base che rimangono sostanzialmente inalterate.
Viene inoltre garantita anche la tradizionale facilità di trasformazione dei compound LATI, in questo caso conseguibile senza alcuna alterazione degli effetti luminosi.

Metal detector e raggi X: rilevabilità a tutto campo

Metal detector e raggi X: rilevabilità a tutto campo

L’esperienza LATI sulla rilevabilità al metal detector nasce da un’intensa attività di messa a punto per compound a spiccato comportamento paramagnetico e ferromagnetico.

Forti dell’eccezionale accoglienza sul mercato dei compound MDT (Magnetically Detectable Thermoplastics), i tecnici R&D LATI hanno voluto spingere avanti la frontiera della rilevabilità di elementi plastici formulando una nuova famiglia di materiali capaci di offrire tanto la tracciabilità in presenza di un campo magnetico quanto l’opacità ai raggi X.

L’esigenza della doppia rilevabilità è comune in ambito farmaceutico, dove l’assenza di contaminanti di qualsiasi tipo è di fondamentale importanza e per questa ragione vengono adottate contemporaneamente più misure di sicurezza.

Altro campo in cui l’evidenza ai raggi X è auspicabile contestualmente a quella al campo magnetico è nella rintracciabilità di manufatti posti sottoterra, es. alloggiamenti elettrici o involucri per impieghi speciali.

I nuovi nati sono denominati MDT09, sono disponibili su ogni resina di base e mantengono le prerogative di molti dei gradi MDT LATI, fra tutte l’idoneità al contatto con alimenti.

Nonostante la presenza di cariche minerali specifiche, i materiali MDT09 garantiscono un’ottima colorabilità e sono formulati in modo da offrire la marcabilità LASER, peculiarità non comuni che rendono questi materiali ben adattabili alle più disparate esigenze applicative, es. la realizzazione di elementi identificativi basati proprio sul colore o sulla presenza di codici a barre o alfanumerici.

Anche le proprietà meccaniche restano eccellenti nell’ambito dei compound caricati, con allungamenti a rottura e resistenza all’impatto che nella versione su base PPh superano rispettivamente il 10% e i 17 kJ/m2 (unn.Charpy).

La gamma dei prodotti MDT annovera oggi oltre dieci formulazioni differenti che spaziano dalla semplice rilevabilità dei gradi 05 al comportamento paramagnetico spinto dei MDT16.

Stampa 3D: il filamento elettroconduttivo LATI

Stampa 3D: il filamento elettroconduttivo LATI

LATI ha recentemente deciso di investire la propria competenza relativa ai compound termoplastici tecnici nel mondo della stampa 3D, un settore in crescita esponenziale e dal futuro ancora in completa evoluzione.

La collaborazione con Ciceri de Mondel (Filoalfa) nasce proprio da questo spunto e ha l’obiettivo di progettare materiali innovativi destinati alla produzione di filamenti per applicazioni di frontiera.
I prodotti nati da questa fusione di esperienze devono risultare accessibili tanto al mercato industriale che a quello consumer al fine di garantire la realizzabilità di manufatti stampati dotati non solo di un valido aspetto estetico, ma anche di caratteristiche tecniche d’avanguardia.

Ovviamente I filamenti proposti devono rispondere ai requisiti di processo legati alla tecnologia trasformativa, quindi flessibilità del filo, stabilità dimensionale, stampabilità 3D.
Per garantire quindi la massima fruibilità del prodotto offerto, la scelta della resina di base è caduta su PLA modificato, biopolimero ottenuto da fonti sostenibili e processabile da qualsiasi stampante 3D proprio per le sue caratteristiche fisiche.

La prima proposta LATI è rappresentata da un compound termoplastico elettricamente conduttivo ottenuto elaborando formulazioni contenenti materiali di frontiera, fra i quali i nanotubi di carbonio.
Come rilevato sperimentalmente, ll filamento elettricamente conduttivo LATI permette il trasferimento di piccole correnti, quindi di segnale e informazione.
La deposizione di piste conduttive mediante semplice stampa 3D rende quindi potenzialmente possibili applicazioni innovative, es. in ambito medicale, elettrico/elettronico, telecomunicazioni.
Il comportamento elettrico del filamento LATI è di tipo non ohmico e con una resistenza di volume tipica attorno ai 10 ohm*cm.

Questa peculiarità è tipica di molti semiconduttori ed è ancora in fase di ulteriore studio ma appare già chiaro che il maker vi potrà trovare risposte per lo sviluppo di applicazioni nuove e di elevato contenuto tecnologico.
Lo scopo di LATI e Filoalfa è proprio questo: agire in sinergia proponendo sul mercato delle stampanti 3D, finalmente accessibile a tutti, filamenti sviluppati con materiali sintetici d’elevatissimo apporto tecnologico.
La spinta all’innovazione del settore, unitamente all’entusiasmo dei singoli maker, condurranno ad applicazioni flessibili, personalizzabili, a disposizione di tutti e tecnologicamente impensabili fino a ieri.

Termoconduttivo e autoestinguente: LATICONTHER 62 GR/50-V0

Termoconduttivo e autoestinguente: LATICONTHER 62 GR/50-V0

La rapida diffusione dei sistemi di illuminazione a LED è stata agevolata anche dalla possibilità di realizzare corpi lampada in tecnopolimeri termoconduttivi, materiali la cui flessibilità trasformativa consente lo stampaggio di manufatti efficaci e versatili.

Le soluzioni oggi disponibili prevedono l’adozione di compound termoplastici caricati con ceramiche termicamente conduttive o con grafite, soluzioni che di fatto si sono dimostrate equivalenti al metallo in termini di trasporto del calore prodotto dalle elettroniche LED, perlomeno nelle situazioni in cui la circolazione d’aria avviene in regime di convezione naturale.

Nel tempo le potenze gestite dai sistemi a LED sono andate crescendo e si è consolidata l’esigenza di materiali che possano garantire l’evacuazione del calore in assoluta sicurezza, anche in presenza di temperature e correnti elevate e quindi in contesti a rischio d’incendio.

Per soddisfare questa esigenza LATI propone oggi una versione autoestinguente del suo compound termoconduttivo LATICONTHER 62 GR/50.

É il LATICONTHER 62 GR/50-V0, PA6 caricata con grafite al 50% e resa autoestinguente mediante una formulazione appositamente studiata per non compromettere le proprietà termiche e meccaniche del materiale.

Il LATICONTHER 62 GR/50-V0 offre infatti la medesima conduttività termica del materiale da cui deriva – circa 15 w/mK – ma in più presenta resistenza alla fiamma certificata V0 secondo lo standard UL94 da 0.75 a 3 mm.

Eccellenti anche le prestazioni al filo incandescente, prova alla quale il compound è stato certificato per 960°C a 1.5 mm sia al GWFI che al GWIT – dati da compound autoestinguente di massimo livello.

Tutto ciò è ottenuto senza rinunciare alle buone caratteristiche di resistenza meccanica e robustezza del LATICONTHER 62 GR/50 standard e assicurando la massima semplicità in termini di stampaggio.

Pensato per risolvere i problemi generati dalle applicazioni tecnicamente più impegnative, il LATICONTHER 62 GR/50-V0 è il candidato ideale per la realizzazione di corpi faro e radiatori destinati all’incasso, es. nel settore dell’arredamento, delle macchine industriali o dei trasporti, dove cioè il rischio di incendio deve essere tassativamente scongiurato.

LATI ha costruito la propria esperienza nel campo dei compound termoconduttivi sin dal 2004 e propone oggi una vasta gamma di gradi progettati sulle resine più disparate, dal PP al PC, dalla PA al PPS, dal PBT al PEEK.
Ulteriori informazioni e supporto sono ottenibili visitando il sul sito web LATI o contattando i nostri tecnici.

La nautica adotta i tecnopolimeri autolubrificanti LATILUB

La nautica adotta i tecnopolimeri autolubrificanti LATILUB

Le applicazioni destinate al settore nautico sono fra quelle sottoposte agli stress più gravosi dal punto di vista meccanico, termico e ambientale.

Oltre alle sollecitazioni derivanti dall’impiego in sé, sono infatti da tenere in considerazione anche le aggressioni a opera dell’acqua, degli agenti atmosferici e della radiazione solare i cui effetti possono essere difficilmente quantificabili.

L’adozione di un compound termoplastico per un manufatto destinato alla nautica risulta quindi un’operazione piuttosto delicata e da affrontare con la dovuta sicurezza.
Viadana Srl, azienda italiana che dal 1961 opera nella produzione e commercializzazione di accessori per la nautica, ha scelto di realizzare in LATILUB 66-20T G/20 la guida posteriore dei suoi strozzascotte a ganasce su sfere.

Il compound selezionato risulta essere autolubrificante e strutturale allo stesso tempo, quindi particolarmente indicato per situazioni in cui sono imperative robustezza meccanica e ridotta resistenza allo strisciamento.

La formulazione del LATILUB 66-20T G/20 prevede infatti l’introduzione del 20% di PTFE in polvere su una base di PA66 rinforzata con fibra di vetro al 20%: il risultato è un tecnopolimero non solo affidabile nella gestione degli stress statici e dinamici imposti dalla scotta, ma anche resistente all’attrito e all’usura generati dallo scorrimento della stessa sulle superfici di contatto a causa della velocità di movimento relativo e delle tensioni presenti nella cima.

Per far fronte al riscaldamento prodotto dallo strisciamento della scotta è altresì indispensabile che il polimero di base offra una buona resistenza alla temperatura, fattore che con il LATILUB 66-20T G/20 non desta preoccupazione fin oltre i 100°C.

Le guide sono state sottoposte ai test previsti dal settore e sono oggi disponibili nei colori nero, giallo, blu e rosso.