Compound autoestinguenti per la mobilità elettrica

 Compound autoestinguenti per la mobilità elettrica, consentono di affrontare il pericolo di fiamma e incendio con basso impatto ambientale

L’avvento dei mezzi elettrici per il trasporto pubblico e privato è ormai un processo avviato.

Si prevede infatti che entro il 2040 ben il 35% delle automobili immatricolate sarà a trazione elettrica, a batteria o ibrida (BEV o PHEV).

Tutte le principali case automobilistiche e i professionisti del motore endotermico sono impegnati a reindirizzare la loro produzione su una tecnologia completamente nuova e disruttiva.

In questo passaggio epocale le sfide da affrontare e vincere sono molteplici, in primis quelle relative alla gestione in sicurezza delle importanti tensioni e correnti elettriche presenti sul veicolo.

Le strutture, le batterie e i sistemi di controllo e trasporto dell’energia elettrica devono infatti assicurare la massima protezione all’utente durante il periodo di funzionamento, di ricarica, di semplice stazionamento e di incidente.

In questo scenario diventa fondamentale la presenza di materiali resistenti tanto alle tensioni elettriche quanto agli eventuali principi d’incendio dovuti alla presenza di corto circuiti o semplicemente di parti metalliche ad alta temperatura.

I compound autoestinguenti fanno quindi a buon diritto il loro ingresso nel mondo automotive, candidandosi come i prodotti ideali con cui realizzare sistemi di ricarica, supporti e alloggiamenti per parti elettriche ed elettroniche, elementi di motori e batterie.

Oltre al materiale corretto è altrettanto importante individuare anche i parametri più significativi da tenere sotto controllo: autoestinguenza, resistenza al filo incandescente, invecchiamento termico e fisico, resistenza alle condizioni ambientali e alle correnti striscianti, rigidità dielettrica, robustezza meccanica. Il processo decisionale è complicato e sono indispensabili competenze molto specifiche.

LATI, forte di cinquant’anni di operatività nel mondo dei compound autoestinguenti, mette a disposizione dei progettisti automotive la propria conoscenza, l’esperienza e i migliori materiali.

Lo scopo è generare soluzioni efficaci come quelle messe in campo dai grandi protagonisti del settore E&E e del trasporto ferroviario con cui LATI collabora da sempre, ottenendo risultati di massimo livello anche in situazioni estremamente complesse ed esigenti dal punto di vista normativo.

I compound autoestinguenti LATI, frutto di anni di ricerca e miglioramento continuo, consentono oggi di affrontare il pericolo di fiamma e incendio con proposte a basso impatto ambientale, moderne e versatili, adatte alla realizzazione di geometrie articolate di ogni dimensione, di elementi strutturali e altre parti funzionali.

Nessuna resina termoplastica è esclusa dal portafoglio dei gradi autoestinguenti LATI: PA e PBT per applicazioni classiche, PPS e PPA per le alte temperature, PEEK per le frontiere estreme.


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Automotive – strutturale e termoconduttivo

Automotive: composti strutturali e termicamente conduttivi. Le auto del futuro sono inoltre destinate a vedere l'introduzione di altre importanti innovazioni, prima fra tutte l'estrema integrazione di sistemi elettronici per applicazioni di auto-guida e connettività.

Nel settore automotive è da tempo in corso un cambiamento di enorme portata basato sull’introduzione di progetti ibridi ed elettrici in progressiva sostituzione ai tradizionali motori endotermici.

Altre importanti innovazioni verranno introdotte nelle automobili del futuro, in primis l’estrema integrazione di sistemi elettronici deputati alla guida automatica e alla connettività.

In questo scenario trovano sempre maggiori applicazioni materiali sintetici di ogni tipo, dai compositi alle leghe leggere, dalle ceramiche ai compound termoplastici speciali.

Una linea guida fondamentale per i progettisti è la riduzione dei pesi delle strutture, obiettivo che si ottiene facilmente con le materie plastiche rinunciando necessariamente ad altri vantaggi di primaria importanza, per esempio la capacità di raffreddamento e la robustezza tipiche dei metalli.

Resistenza meccanica e conduttività termica trovano finalmente una risposta comune nei nuovi LATICONTHER MI, famiglia di compound termoplastici LATI appositamente progettati per il campo automotive del futuro.

Il concetto alla base dei gradi MI è quello di incrementare quanto possibile le prestazioni termiche del materiale senza rinunciare alle caratteristiche meccaniche tipiche dei prodotti rinforzati con fibra di vetro. Una sfida resa ancora più complessa dalla necessità di offrire soluzioni chimicamente e termicamente adatte alle tipiche condizioni d’utilizzo del moderno contesto automotive.

I LATICONTHER MI sono realizzati su base PA66 rinforzate con fibra di vetro al 35%, una formulazione molto apprezzata nell’ambito dell’ingegneria e del design. La matrice termoplastica è stabilizzata contro l’attacco chimico causato dai tipici fluidi presenti nel sottocofano, es. lubrificanti, carburanti e liquidi di raffreddamento.

La conduttività termica è ottenuta andando a caricare ulteriormente la composizione di base con additivi appositi, selezionati in modo da favorire il trasporto di calore senza ridurre la resistenza del materiale. Si ottengono in tal modo compound con carico a rottura abbondantemente superiore ai 100 MPa e conduttività termica oltre dieci volte superiore a quella delle soluzioni tradizionali.

La proposta MI01 privilegia le prestazioni meccaniche, con uno sforzo a rottura di quasi 150 MPa associato a una conduttività termica di 2 W/mK contro il valore di 0.2-0.3 W/mK della PA66 35% fibra vetro classica.

La soluzione MI02 punta invece sulle capacità di trasporto del calore, con una conduttività prossima ai 5 W/mK in direzione longitudinale al flusso e superiore a 1 W/mK anche in direzione trasversale. Valori estremamente elevati se si considera la resistenza a rottura di 120 MPa e il modulo elastico di 15 GPa offerti dal compound.

I LATICONTHER MI01 e MI02 possono rispondere alle esigenze progettuali non solo del settore automotive, ma anche di tutti quei campi in cui è necessario tanto migliorare lo smaltimento del calore attraverso parti strutturali, quanto garantire maggiore robustezza e affidabilità a elementi di raffreddamento. Il tutto senza perdere di vista la leggerezza, considerando che per entrambi i materiali la densità resta ben al di sotto di 1.6 g/cc

Nei laboratori LATI sono ora in sviluppo anche altre soluzioni basate su PP, PBT e PPS


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Scenario Planning, strategia e sostenibilità

L’attuale scenario economico, politico, sociale e ambientale impone alle aziende moderne la capacità di pianificare le proprie strategie e misurare dinamicamente prestazioni e tempi di risposta.

L’attuale scenario economico, politico, sociale e ambientale impone alle aziende moderne la capacità di pianificare le proprie strategie e misurare dinamicamente prestazioni e tempi di risposta.

LATI ha dedicato una giornata di formazione al paradigma dello scenario planning, introdotto dal dr. Alberto Bubbio, professore associato di Economia Aziendale e responsabile dei corsi Programmazione e Controllo e Misurazione delle performance presso l’Università Cattaneo – LIUC (Castellanza, VA)

È infatti con lo scenario planning che si raccolgono gli strumenti necessari per attraversare ambienti sconosciuti e condizioni in continuo e rapido cambiamento, caratterizzati da fattori come l’ipercompetizione, l’eccesso di produzione, l’evoluzione del Cliente e la sempre crescente attenzione verso prodotti compatibili con l’ambiente.

In contesti tanto complessi, volubili e incerti il tentativo di prevedere – meglio, presagire – scenari futuri richiede un planning molto meticoloso. I primi passi dall’analisi consistono nella valutazione dello scenario attuale esterno e interno all’azienda, nello studio attento degli asset finanziari, organizzativi e di prodotto del concorrente e soprattutto nello studio dei megatrend con cui si evolve il tessuto sociale ed economico mondiale.

Un ruolo di primissimo piano è naturalmente ricoperto dal cambiamento delle dinamiche di mercato imposto dall’avvento delle web communities e delle reti web commerciali che hanno parcellizzato il mercato creandovi nuove oasi inesplorate in cui competere.

Le prestazioni aziendali vengono conseguentemente reinterpretate e tradotte nella balanced scorecard, un complesso e potente strumento corporate con cui risorse immateriali diventano parametri misurabili e tangibili da allineare a mission, vision e strategia. Accanto alla quantificazione del successo finanziario si introduce ora la valutazione di elementi a medio-lungo termine, come la percezione del cliente, la dinamica di apprendimento e lo sviluppo.

A integrazione dell’approccio strutturato alla strategia aziendale proposto dal prof. Bubbio è seguita la lezione del prof. Dipak Pant, fondatore e coordinatore dell’Unità di Studi Interdisciplinari per l’economia sostenibile, presso l’Università Cattaneo – LIUC di Castellanza.

Il prof. Pant è considerato uno dei massimi esperti mondiali in tema di sviluppo sostenibile e ha spiegato come la sopravvivenza e la competitività delle aziende strutturate non possano essere disgiunte dalla sostenibilità sociale e ambientale delle operazioni industriali.

Anzi, proprio dall’attenzione agli aspetti legati al rispetto del Pianeta e delle sue risorse possono nascere nuove leve economiche ed emozionali cui affidare la propria capacità di competere.


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Fairfax 3D Design sceglie i compound conduttivi LATI

L'azienda inglese Fairfax 3D Design ha scelto i compound elettricamente conduttivi LATIOHM per realizzare le sue innovative valvole di sfogo. La valvola è stata progettata per gestire sovrappressioni e depressioni all'interno dei compartimenti presenti nelle moderne autocisterne.

L’azienda inglese Fairfax 3D Design ha scelto i compound elettricamente conduttivi LATIOHM per realizzare le sue innovative valvole di sfogo.

La valvola è stata progettata per gestire sovrappressioni e depressioni all’interno dei compartimenti presenti nelle moderne autocisterne.

Le cisterne sono infatti divise in compartimenti adiacenti – fino a sette – che complessivamente possono arrivare a trasportare quarantamila litri di idrocarburi liquidi, tipicamente gasolio o benzina. La natura di questi carburanti impone che ogni elemento comunicante con l’interno dei compartimenti sia elettricamente conduttivo, in modo da scongiurare la formazione di differenze di potenziale elettrico fra le diverse parti della cisterna.

La ricerca di Fairfax 3D si è focalizzata su un materiale caratterizzato da un’elevata conduttività elettrica e resistente all’attacco chimico, adatto alla progettazione di valvole robuste e leggere allo stesso tempo, oltre che interessanti dal punto di vista dei costi complessivi.

Il LATIOHM 66-07 PD08 G/30 si è dimostrato perfettamente adatto allo scopo, in virtù della sua bassissima resistività superficiale di soli 1 x 10^3 Ohm e della resistenza meccanica tipica della PA66 rinforzata.

La composizione del compound prevede infatti il 30% di fibra di vetro strutturale e di un ulteriore contenuto di fibra di carbonio introdotta per assicurare le proprietà elettriche. La trasformazione del materiale è semplice e non richiede attrezzature specifiche.

Anche le fasi di design sono affrontabili senza problemi grazie alla buona stabilità dimensionale del prodotto garantita da un ritiro facilmente gestibile nonostante la presenza di rinforzo fibroso. L’ottimo rapporto prezzo/prestazioni completa il profilo di una soluzione vincente.

Per ulteriori informazioni su Fairfax 3D Design consultare www.fairfax3d.design


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Più sicurezza contro le frodi nei carburanti con TCL e LATI

Più sicurezza contro le frodi nei carburanti con TCL e LATI

SpinCap® è un sistema di chiusura intelligente per serbatoi di carburanti, ideato per consentire l’accesso al rifornimento esclusivamente a personale autorizzato.

Il progetto nasce in Italia presso TCL Group, azienda specializzata in costruzioni elettroniche operante nei più svariati settori industriali. Alla base del concetto sta l’esigenza di proteggere i serbatoi di idrocarburi, ad esempio GPL , da operazioni di carico e scarico del carburante non preventivamente autorizzate. Lo sblocco della chiusura è affidato a un sistema elettronico alloggiato all’interno di SpinCap®, capace di riconoscere le credenziali di accesso di cui è dotato esclusivamente il personale autorizzato dotato di dispositivo mobile e relativa app.

Tutta l’elettronica di gestione è alloggiata all’interno di una cella di acciaio speciale, a sua volta ospitata su un telaio strutturale che TCL ha voluto realizzare in compound termoplastici scelti ad hoc.
Trattandosi di un sistema di sicurezza, è chiaro come le esigenze del dispositivo siano particolarmente importanti.
Innanzitutto il tappo deve resistere a ogni tentativo di effrazione e scasso, quindi la struttura deve offrire eccezionale robustezza anche a fronte di sollecitazioni intense.

Devono poi risultare affrontabili anche situazioni ambientali impegnative che comprendono tanto temperature estreme quanto la permanenza in pozzetti allagati e quindi in condizioni di immersione prolungata il tutto in ambienti con atmosfera potenzialmente esplosiva (ATEX).

Naturalmente è richiesta anche resistenza chimica ai carburanti, alle radiazioni solari, a condizioni meteorologiche avverse nonché alla caduta.
Tenendo infine conto della notevole aspettativa di vita del prodotto SpinCap®, è chiaro come anche il telaio in compound debba risultare affidabile e sicuro nel tempo.

La collaborazione con LATI ha riguardato in primo luogo la selezione e la messa a punto di materiali strutturali capaci di soddisfare le richieste meccaniche, termiche e ambientali. La scelta è caduta su gradi rinforzati con grandi quantità di fibra di vetro, ottenuti da matrici di PA66 e PBT debitamente modificate.

La verifica delle prestazioni meccaniche è stata preventivamente valutata mediante calcoli FEM con cui LATI ha confermato la validità del progetto di TCL, simulando differenti scenari di manomissione in diverse condizioni ambientali. Anche la capacità di tenuta nel tempo del sistema meccanico di chiusura è stata sottoposta a simulazioni numeriche, andando a confermare l’ottima resistenza a creep e rilassamento di geometria e materiali.

L’insieme è stato poi sottoposto ad una serie di test climatici ed ambientali presso laboratori accreditati che hanno pienamente confermato le caratteristiche attese del dispositivo anche per le necessarie certificazioni di prodotto.

SpinCap® è oggi a disposizione di chiunque desideri mettere in totale sicurezza e controllare gli accessi di cisterne e serbatoi, non solo di idrocarburi, sostituendo i vecchi tappi con una nuova soluzione leggera, efficace e smart.


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Tubi corrugati senza PVC

tubi corrugati con una speciale formula per estrusione, basata su poliolefine rese autoestinguenti mediante additivi a ridottissimo impatto ambientale, il LATENE EP1-V2HF

È da tempo che l’eliminazione di alogeni a altre sostanze pericolose da materiali dedicati al settore elettrico ed elettronico rappresenta una priorità industriale. La motivazione principale risiede soprattutto nella pericolosità di questi prodotti quando i manufatti arrivano a fine vita.

Per alcuni composti questo iter si è avviato con successo, per esempio mediante l’introduzione di sistemi autoestinguenti privi di cloro, bromo, fosforo rosso e antimonio. Per altri materiali risulta invece più complicato giungere a un buon compromesso fra prestazioni e prezzo nei confronti di soluzioni tradizionali a elevato impatto ambientale.

È il caso del PVC, un polimero contenente grandi quantità di cloro nella propria catena molecolare, sicuro e versatile se impiegato a temperatura ambiente ma potenzialmente pericoloso se riscaldato o bruciato a causa del rilascio di specie chimiche clorurate dannose per la salute umana.

Fra i tanti impieghi del PVC, uno dei più comuni consiste nella realizzazione di canaline e tubazioni per il posizionamento di cavi elettrici, articoli la cui conformità alle leggi vigenti impone il superamento di molte prove di resistenza a stress termici e meccanici non banali.

Per sostituire con successo il PVC nella produzione di tubi corrugati LATI ha messo a punto una speciale formula per estrusione, basata su poliolefine rese autoestinguenti mediante additivi a ridottissimo impatto ambientale, il LATENE EP1-V2HF.

Oltre all’assenza di sostanze tossiche, la formula offre naturalmente anche tutte le caratteristiche affinché i gli elementi corrugati rispondano ai requisiti delle norme di settore, es. la EN61386 riservata a tubi e accessori per installazioni elettriche.

La ricerca di LATI non si è però fermata al tema dei tubi corrugati, andando a mettere a punto anche compound per l’estrusione di canaline rigide le cui prestazioni di resistenza alla fiamma prevedono autoestinguenza V0 a spessori di 1.6 e 3.2 mm, il LATENE HD1 H2W-V0. Forte di un’ottima resistenza meccanica alle basse temperature e di una formulazione completamente priva di alogeni e fosforo rosso, questo prodotto risulta interessante nella sostituzione del PVC anche in termini di prezzo.

La proposta LATI per il settore delle installazioni elettriche civili e industriali si completa con il LATENE EP7-V2HF, compound basato su PE-PP copolimero autoestinguente ottimizzato per la sostituzione del PVC nello stampaggio di scatole di derivazione da incasso.

Anche in questo caso, prestazioni e prezzo trovano un accordo vincente per installazioni elettriche moderne, pratiche e sicure.


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Resistenza senza compromessi: l’esperienza di Progalvano

LATENE AG3H K/10 un polipropilene a elevate prestazioni termiche rinforzato con fibra di carbonio per la realizzazione dei buratti montati sui Rotor della azienda Progalvano

L’industria chimica è sicuramente un banco di prova drastico anche per i polimeri dalle prestazioni più elevate.

Fra tutti i processi chimici, quelli messi a punto dalla tecnica galvanica sono certamente da inserire nel novero dei più gravosi, non solo per le sostanze chimiche organiche e inorganiche estremamente aggressive impiegate nei bagni galvanici, ma anche per la presenza di forti correnti elettriche e specie ioniche libere potenzialmente in grado di attaccare i materiali utilizzati.

Tutti problemi ben noti a Progalvano (http://www.progalvano.it ), azienda italiana leader mondiale nella produzione di rotoburatti di ogni tipo e destinati ai processi galvanici e chimici.

Per la realizzazione dei buratti montati sui Rotor infatti Progalvano impiega solo poliolefine e altre resine la cui resistenza all’attacco chimico è massima. La chiusura dello sportello dei barili è affidata a molle di grandi dimensioni normalmente realizzate in PVDF con fibra di carbonio.

Dovendo però cercare una soluzione diversa rispetto al PVDF da introdurre nei rotoburatti per nuovi processi fortemente a base alcalina, Progalvano si è rivolta a LATI presentando un progetto carico di sfide.

Le molle devono infatti offrire prestazioni meccaniche di tutto rispetto, molto resistenti ma anche elastiche nelle condizioni d’impiego che prevedono temperature fino a 100°C. La risposta elastica deve essere sempre disponibile, quindi per contrastare fenomeni come creep e rilassamento di rende necessario disporre di compound molto rinforzati con fibre opportune.

Anche la resina di base è importante e le esigenze termiche fanno optare per un PP ad alta viscosità e ottimizzato per la resistenza in temperatura.

Il materiale con cui si vanno a realizzare i primi prototipi è il LATENE AG3H K/10, ossia un polipropilene a elevate prestazioni termiche rinforzato con fibra di carbonio.

I test sul campo dimostrano come le prestazioni delle nuove molle incontrino perfettamente le specifiche di progetto offrendo anche vantaggi inaspettati in termini di aspettativa di vita.


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Stampa 3D anche con fibra di carbonio

Filamento continuo in LATAMID 12 H2 K/15, compound LATI su base PA12 rinforzato con fibra di carbonio al 15%

Anche in ambito stampa 3D vanno consolidandosi nuovi punti di riferimento e sempre più interessanti nicchie di mercato.

Profplast, azienda attiva nel campo dei filamenti per additive manufacturing basata in Polonia, ha deciso di specializzarsi nella produzione di articoli caratterizzati da un forte contenuto tecnico e destinati quindi a una clientela esigente che per i propri manufatti cerca prestazioni specifiche, es. conduttività termica o elettrica.
La scelta di Profplast è supportata da una robusta esperienza nell’estrusione di materiali complessi su profili di ogni tipo. È sicuramente grazie a questo peculiare know-how che è stato possibile ricavare un filamento continuo in LATAMID 12 H2 K/15, compound LATI su base PA12 rinforzato con fibra di carbonio al 15%.

La deposizione di un filato così formulato potrebbe destare non poche perplessità legate per esempio all’integrità del filo, alla precisione del diametro dello stesso e al ritiro del materiale fuso.
Il prodotto si e comportato invece in modo ineccepibile, tanto in estrusione quanto in bobinatura grazie anche alle caratteristiche meccaniche della matrice.
Il processo di stampa avviene senza problemi a 150 mm/min, alla temperatura di circa 240°C e utilizzando ugelli ottimizzati per resistere all’abrasione potenzialmente promossa delle fibre di carbonio.

Il rinforzo presente nel materiale conferisce interessanti proprietà meccaniche legate naturalmente alle modalità di deposizione, es. orientamento e infill.
Il filamento, commercializzato da Finnotech (https://f3dfilament.com/) con il nome commerciale di Nanocarbon, si propone quindi per applicazioni tecniche in cui l’adozione di ABS, PET-G o PLA è impensabile.
La notevole stabilità dimensionale, la robustezza e il comportamento insensibile all’umidità ambientale e all’attacco chimico ne fanno un eccellente candidato per la realizzazione di parti strutturali per applicazioni aerospaziali, medicali, ottiche, in robotica e in automazione.

Il contributo di LATI allo sviluppo inarrestabile della stampa 3D non si ferma qui.
Sono infatti già disponibili compound per la filatura di soluzioni radiopache, rilevabili al metal detector, termicamente ed elettricamente conduttive, rinforzate e caricate.


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I nuovi antistatici permanenti e colorabili LATIOHM PD02

I nuovi antistatici permanenti e colorabili LATIOHM PD02

La crescente introduzione di compound conduttivi in soluzioni tecnologiche d’avanguardia impone un controllo sempre più attento delle caratteristiche elettriche disponibili sui manufatti. Ciò è particolarmente necessario nel caso di progetti che devono risultare conformi alla normativa ATEX, quindi destinati all’impiego in presenza di atmosfere esplosive.

I capitolati ATEX impongono infatti una soglia precisa di resistività superficiale sul manufatto, dove il limite superiore è fissato 109 ohm. Se è vero che il problema è affrontabile adottando compound molto conduttivi, è altrettanto vero che spesso una resistività troppo bassa può creare problemi di natura elettrica, meccanica o estetica a causa della presenza di carbon black, fibre di carbonio o grafite.

La nuova generazione dei LATIOHM PD02 nasce per ovviare a simili inconvenienti. Il punto di forza di questi materiali risiede nell’adozione di polimeri intrinsecamente antistatici il cui scopo è proprio quello di assicurare un intervallo di resistività permanente compreso fra 107 e 109 ohm. I compound sono progettati partendo da matrici amorfe o semicristalline come ABS, PP e PA, se necessario rinforzate in modo da offrire ottime prestazioni meccaniche anche a freddo.

I requisiti legati ai tipici campi d’impiego impongono poi anche ottima resistenza ai cicli termici e stabilizzazione alle radiazioni UV, come richiesto per esempio agli alloggiamenti delle elettroniche di comando per utilizzo outdoor prolungato nel tempo, utilizzate in cantieri, nell’industria mineraria, petrolifera ed estrattiva, nel trasporto di polveri minerali o alimentari.

Un notevole vantaggio proprio delle formulazioni PD02 è la colorabilità e l’eccellente aspetto esteriore consentito dall’adozione dei polimeri conduttivi. Non più quindi solo gli articoli in colore nero a cui ci hanno abituato carbon black e fibra di carbonio, ma anche oggetti che finalmente si adattano – senza limiti di sorta – alle richieste di mercati tecnici ma sempre più esigenti anche in fatto di estetica.

Come insegnato dalla lunga esperienza LATI, i nuovi LATIOHM sono pensati per una trasformazione semplice e senza vincoli particolari né in termini di processo né per quanto riguarda le attrezzature. I gradi PD02 non richiedono infatti accorgimenti specifici nella realizzazione degli stampi e anche la dispersione dei polimeri antistatici avviene spontaneamente e in modo uniforme in tutta la massa fusa, garantendo una continuità di prestazioni elettriche su tutto il manufatto stampato.


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Macchine per caffè? In tecnopolimero!

Le materie plastiche si sono da tempo affermate per la costruzione di macchine da caffè, tanto nei dispositivi domestici che in quelli professionali incluso il vending per hotel, ristorazione e catering.

I campi d’impiego diventano però sempre più sfidanti e con essi le esigenze cui i materiali devono rispondere. Infatti, non si parla più solo di plastiche estetiche per scocche e rivestimenti, bensì di compound altamente ingegnerizzati capaci di resistere a sollecitazioni meccaniche importanti, anche in presenza di temperature superiori ai 100°C e di attacco chimico costante da parte di vapore acqueo e del caffè stesso.

I gradi della famiglia LATIGLOSS sono ottenuti rinforzando PA66 o PPA con fibra di vetro fino al 60% e sono stati progettati proprio nell’ottica di rispondere alle molte richieste provenienti da questo settore industriale, sempre restando in perfetta conformità alle normative internazionali che regolano il contatto con alimenti e acqua potabile NSF, ACS, KTW e WRAS.

È proprio il LATIGLOSS 57 G/50 che Tecnoplastica Group, divisione Coffee (http://www.tpvcoffee.com/espresso-coffee-machines/) ha deciso di adottare per la produzione del gruppo infusore destinato all’intera gamma delle sue macchine da caffè espresso a capsula.

Durante il processo di infusione la polvere di caffè viene attraversata da acqua a 90°C circa con pressioni prossime ai 20 bar. Temperatura e sollecitazioni meccaniche devono essere sostenute da tutta la struttura che deve naturalmente restare affidabile nel tempo.

La PPA del LATIGLOSS 57 rappresenta la scelta ideale per temperatura e contatto con acqua calda e caffè, l’elevato contenuto di fibra di vetro permette di resistere a creep e fatica meccanica senza cedimenti che potrebbero tradursi in rotture o perdite di liquidi e pressione.

La realizzazione di elementi così critici in compound termoplastico ha richiesto numerose verifiche sin dalla fase progettuale. Tutti le parti dell’infusore devono infatti non solo risultare meccanicamente affidabili, ma anche molto precise dal punto di vista dimensionale, pena la perdita di tenuta, i trafilamenti e la rapida usura delle parti in movimento e delle guarnizioni.

È stato quindi simulato preventivamente il processo di stampaggio al fine di validare la geometria dello stampo e i parametri di trasformazione.
Contestualmente anche il dimensionamento e la geometria dell’infusore sono stati il tema di calcoli FEM che ne hanno confermato la versione definitiva.

Ottima progettazione, scelta dei materiali corretta, una visione chiara e innovativa del settore: ecco gli ingredienti della ricetta vincente di Tecnoplastica Group.


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