Termoconduttivi, compound ad alta temperatura

Termoconduttivi, compound ad alta temperatura

Tra realtà e falsi miti, ecco un vademecum per sfruttare al meglio le proprietà dei compound termoconduttivi

A distanza di quasi dieci anni dalla loro introduzione sul mercato, l’affermazione commerciale dei compound termoplastici a migliorata conduttività termica si può ritenere consolidata.
Nonostante le inevitabili diffidenze iniziali e le difficoltà connaturate all’impiego di tali materiali, molti produttori di compound tecnici possono oggi vantare nella propria gamma almeno una serie di gradi destinati a manufatti per stampaggio a iniezione in cui venga richiesto un migliore smaltimento di calore.
L’approccio a queste nuove proposte, tuttavia, non risulta sempre corretto, specialmente da parte di utilizzatori abituati all’impiego di materiali storicamente comprovati, principalmente alluminio o rame.
Occorre pertanto fare in modo che alcuni “falsi miti” vengano sfatati, evitando così di incorrere in comuni errori di progettazione.

I principali errori di valutazione

Un primo errore è quello di pretendere le medesime prestazioni termiche dei metalli.
Ipotesi ingiustificata dato che numerose applicazioni di successo hanno dimostrato come i metalli, in termini di scambio termico, risultino sovente sovradimensionati, e i medesimi risultati siano raggiungibili mediante compound termoconduttivi dotati di un decimo della conducibilità termica: ciò e vero soprattutto in regime di convezione naturale, ossia quando l’estrazione del calore non è affidata alla ventilazione forzata.
Secondo errore tipico è quello di continuare a ragionare su geometrie standard – ad esempio, per i dissipatori –, ossia concepite per un buono scambio termico, ma sempre utilizzando metalli.

È necessario invece ragionare secondo una mentalità nuova, più flessibile, che consenta di comprendere come i compound termoplastici siano materiali completamente diversi, in primis per ciò che riguarda la loro eterogeneità compositiva da cui consegue un comportamento fisico anisotropo.
Non tenere conto di ciò e trattare le materie plastiche assumendo che si comportino come i metalli può condurre a sensibili errori di progettazione, culminanti talvolta nel fallimento di progetti potenzialmente realizzabili.
Per questo motivo è di fondamentale importanza che le proprietà più intime di tali materiali vengano comprese, “domate” e sfruttate al meglio soprattutto in fase di progetto.
I requisiti, inoltre, non si limitano alle sole prestazioni termiche.

Termoconduttivi, compound ad alta temperatura

Vi sono infatti vincoli estetici imposti da marketing e product designer, più ulteriori proprietà tecniche di tipo elettrico e meccanico; la messa a punto di compound sempre più efficienti anche da questi punti di vista, nonché la libertà di design, la flessibilità e l’efficienza di funzionamento che essi offrono, ne stanno consolidando un successo sempre crescente nei più avanzati settori tecnologici…

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I nuovi SPD di ABB per la protezione da sovratensioni

I nuovi SPD di ABB per la protezione da sovratensioni

L’esperienza di ABB in ambito elettronico e l’esperienza di LATI nel mondo dei termoplastici speciali hanno dato vita a un nuovo prodotto dedicato alla protezione da sovratensioni transienti e fulmini: si tratta di PM EP 15 15-275 RES, un dispositivo di protezione (SPD o surge protection device) precablato dal design moderno e con dimensioni molto contenute.

Progettato per l’impiego in alloggiamenti di controllo e alimentatori compatti, il nuovo SPD trova impiego ideale nell’ambito dei nuovi sistemi a LED, soprattutto quelli dedicati agli ambienti pubblici, come parcheggi e parchi, segnaletica e illuminazione stradale, illuminotecnica decorativa ecc.

Sono infatti proprio queste sorgenti luminose a soffrire maggiormente di quei disturbi presenti sulla rete elettrica, su tutti le sovratensioni di origine industriale o naturale (fulmini) che vengono catturate e amplificate dai lunghi collegamenti elettrici con cui sono allacciati gli alimentatori.

Se non arrestati, picchi di tensione possono facilmente portare a guasti nei gruppi a LED, con conseguente interruzione del servizio e richiesta di manutenzione spesso costosa e complicata.

Ecco quindi la perfetta soluzione ABB, da abbinare a interruttori differenziali e fusibili per preservare l’integrità dei sistemi da proteggere.

Sia l’involucro che le morsettiere del PM EP 15 15-275 RES sono realizzate mediante stampaggio a iniezione del LATAMID 66 H2 G/25-V0HF1, un compound termoplastico su base PA66 che LATI ha formulato per essere autoestinguente e strutturale grazie al 25% di fibre di vetro.

Le prestazioni del grado V0HF1 sono adeguate sia dal punto di vista strutturale che di sicurezza alla fiamma, confermate dalle certificazioni UL e VDE che ne attestano tanto l’eccellente autoestinguenza quanto la resistenza al filo incandescente con un GWFI = 960°C a 1mm.

La scelta di ABB è caduta sul compound LATI non solo per le prestazioni tecniche e dalla versatilità del materiale, ma anche per la sua totale sicurezza e rispetto dell’ambiente, garantiti da un formulazione conforme RoHS e completamente priva di additivi autoestinguenti alogenati.


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